Sony e Microsoft: Due idee diverse di cross-gen


Non possono che suscitare un certo stupore, ora come ora, le parole di quel Jim Ryan che nella fase precedente al lancio di PlayStation 5 annunciò la ventura console come un qualcosa in grado di segnare un passaggio generazionale significativo, affermando la politica di Sony con l’ormai divenuta iconica citazione “We believe in generations”.

Alla luce della confermata natura cross-gen di titoli come Horizon Forbidden West (qui un'analisi del gameplay trailer mostrato nell'ultimo State of Play), God of War: Ragnarök e Gran Turismo 7 pare infatti evidente come l’incombere della crisi dei semiconduttori abbia stravolto i piani della casa di Tokyo, portandola ad una virata strategica su una linea di sviluppo particolarmente attenta alla base installata di PS4 ― la cui quota si attesta oltre i 115 milioni di unità.

Un cambio di rotta di certo poco entusiasmante per tutti i possessori della nuova console di Sony che avrebbero sperato in una nutrita serie di esclusive next-gen sugli standard settati da Returnal e Ratchet & Clank: Rift Apart, ma che costringe a inquadrare l'esigenza di una transizione meno netta nei confronti di quella grandissima fetta di utenza ancora scoperta, vuoi anche per il gap di introiti che si verificherebbe qualora i team first party dovessero progettare videogiochi solo per un pubblico relativamente ristretto.


Sul fronte opposto, Microsoft può invece vantare di non aver mai fatto marcia indietro sulla questione, rimanendo fedele alla propria filosofia di una produzione eterogenea, in favore della fruibilità delle diverse piattaforme che ospitano il Game Pass, un catalogo peraltro sempre più ricco di titoli ed esclusive al lancio.

Se per Sony la cross-gen è un inevitabile compromesso economico per sopperire alla difficile distribuzione del nuovo hardware, per il colosso di Redmond  i cui sforzi sono da interpretare nell’ottica di un ridimensionamento dell'esperienza console  l’attuale situazione rivela la lungimiranza avuta nell'impostare una strategia alternativa, volta alla consacrazione dei servizi offerti, chiamandosi fuori dalla competizione prettamente tecnica incalzata dallo spartiacque generazionale.

Nell'ecosistema Xbox, la compresenza di titoli cross e next-gen (benché di questi, fino ad ora, ci sia stato solo un blando assaggio con The Medium), è anzi la chiave di volta su cui si regge l'intera struttura: una macroscopica e continua offerta di contenuti che strizza l'occhio più al casual gamer nel tentativo di fidelizzare i clienti con la sottoscrizione dell'abbonamento. 


Comprendere quanto le dinamiche esterne possano influenzare l'andamento delle road map prefissate dalle aziende in questione è di fondamentale importanza per non incorrere nel qualunquismo di chi addita Sony quale colpevole di una comunicazione ipocrita, vedendo nel suo dietrofront una mancanza di trasparenza e dunque di professionalità. L'idea stessa di cross-gen ha dunque un valore diverso per i due colossi che, ancora una volta, si ritrovano a spartirsi il medesimo frangente di mercato, ma su piani quasi del tutto paralleli.



📰 Approfondimento:
Per saperne di più sulla questione della crisi dei semiconduttori, qui due video di spiegazioni semplici, senza troppi dettagli tecnici:

   




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