Elden Ring si è finalmente rivelato


Ad aprire la fatidica Summer Game Fest ― la fiera dedicata all'entertainment videoludico presentata dal noto Geoff Keighley a tergo dell'E3, ora sostituito da una serie di eventi full digital ― è stato forse proprio l'annuncio più sospirato dell'intera kermesse estiva, benché il continuo protrarsi del silenzio in casa From non avesse lasciato adito a poi molte speranze. E invece, con sommo ma piacevole stupore, Elden Ring si è rivelato in tutta la sua magnificenza, mandando in visibilio il pubblico con un trailer entusiasmante accompagnato peraltro da una data di uscita non così lontana: il 21 gennaio 2022.

Pochi i dubbi circa la natura profondamente eterogenea della nuova produzione FromSoftware. Il trailer che ha finalmente mostrato anima e corpo del tanto atteso Elden Ring si prende tutto lo spazio necessario per sciorinare elementi di gameplay, ambientazioni, personaggi, boss fight e sequenze cinematiche ― quest’ultime debitamente centellinate come da regola.

Quella che traspare dal concitato susseguirsi delle scene è una piena ispirazione al setting del pluripremiato Sekiro, un'idea che, intersecando la formula dei souls veri e propri, sembra avere giocato un ruolo fondamentale nel consentire una rappresentazione evoluta dello spirito incarnato dalle opere di Miyazaki nel nuovo contesto open world

Elden Ring Analisi del Trailer
Fonte: bandainamcoent.eu
Tra le novità introdotte vediamo infatti, oltre al sopracitato mondo aperto, la comparsa delle cavalcature, weapon art che sembrano andare oltre la portata di semplici abilità dell’arma, meccaniche stealth contemplanti l'assassinio furtivo e una spiccata verticalità degli spazi che ha tutta l’aria di attingere proprio dalle avventure del Lupo, dove ci si poteva muovere agilmente con il mitico rampino.

Elden Ring Analisi del Trailer
Fonte: bandainamcoent.eu
Ma a lasciare senza parole è ancora una volta l'inconfondibile talento dell'art direction. Creature mostruose, aberrazioni di arti innestati su corpi oblunghi, draghi e giganti, cavalieri dagli arcani retaggi in argentee armature e poi, sullo sfondo di uno scenario dove impera la desolazione più assoluta, l'albero etereo, onnipotente e imperituro pinnacolo dalle infinite emanazioni auree.

Se già la trilogia di Dark Souls così come il macabro e solitario Bloodborne si sono distinti per delle peculiari intuizioni di design, Elden Ring sembra addirittura volerne travalicare l'eredità artistica con una premessa tanto efficace ed evocativa, manifesta dell'influenza di opere come Berserk del compianto Kentarō Miura, oltre che della partecipazione di George R.R. Martin per quanto concerne la scrittura del mondo preesistente ― il fulcro della lore del titolo. 

Non ci resta che attendere l'arrivo della nuova opera di Hidetaka Miyazaki e, nel frattempo, perché non ripercorrere il viaggio negli oscuri mondi di Dark Souls III con il nostro intimo e suggestivo excursus dai toni informali?

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