I 5 videogiochi di cui tutti vorremmo un sequel
Tra manovre di mercato, cambi di management, dissapori interni o anche semplici divergenze autoriali, si sa, nel mondo del gaming i solchi lasciati da grandi franchise abbandonati senza gloria né seguito sono innumerevoli e, a camminarci sopra, si finisce sempre col soffiare sul perenne fuoco della nostalgia.
Come dimenticare, d'altronde, quei momenti unici come i primi pomeriggi passati davanti alla console, a scoprire un mondo tutto nuovo, perdendosi nella meraviglia con cui si scopre facile scivolare in un universo parallelo, benché confinato dentro uno schermo? I sentimentalismi non tardano certo ad arrivare quando si ripensa a quei videogiochi caduti nel triste dimenticatoio dell'industria odierna, titoli a cui magari attribuiamo un valore affettivo senza pari e che in qualche modo ci appartengono, tra il vago sovvenire di quelle storie fantastiche e il desiderio di vederne una nuova iterazione nel nome di un passato sacro di rievocare.
Abbiamo dunque pensato di farne una breve celebrazione, enumerandone 5 tra i più iconici e carichi di questa sempiterna nostalgia videoludica.
【1】Splinter Cell
Nonostante la deriva marcatamente action degli ultimi due capitoli, Splinter Cell rimane il volto noto dello stealth occidentale per eccellenza ― a voler ritenere necessario un distinguo con la sua controparte nipponica.
Nato dalla penna del celebre scrittore americano Tom Clancy da cui Ubisoft trarrà l'energia narrativa dei romanzi di spionaggio, il titolo ci immergerà nei panni del leggendario Sam Fisher, coniugando nell'esperienza videoludica scenari fantapolitici e tattiche di infiltrazione tra le linee nemiche a coltello sguainato, per un connubio di tensione adrenalinica e precisione chirurgica da vero techno-thriller.
La serie riceverà una più che discreta accoglienza da parte del pubblico e della critica, arrivando tuttavia all'incolore lascito dell'ultima pubblicazione, ovvero Splinter Cell: Blacklist, avvenuta nell'ormai lontano 2013, senza far trasparire intenzioni su un suo possibile seguito.
【2】Prince of Persia
Sviluppato originariamente come gioco a piattaforme da Brøderbund e rielaborato in chiave action con grafica 3D in terza persona da Ubisoft, la saga di Prince of Persia, nel suo filone delle Sabbie del Tempo, rappresenta una delle produzioni più significative della software house francese.
Nel misticismo di un'ambientazione intrisa di miti e leggende antiche, il giovane principe si troverà a fronteggiare minacce occulte e temibili nemici, in un'avventura dai toni romanzati ma ugualmente epici. Il titolo conserverà nella natura spiccatamente platform le origini identitarie del franchise, implementando dinamiche di esplorazione, furtività, un sistema di combattimento eccellente e una profondità narrativa tali da conferirgli lo status di un Assassin's Creed ante litteram.
Benché la serie si sia conclusa con un ultimo episodio perfettamente coerente con la narrazione dei precedenti capitoli, è innegabile che i molti fan sarebbero disposti a fare carte false per averne un sequel.
【3】Tombi!
Quella di Tombi!, titolo sviluppato dallo studio indipendente WhoopeeCamp nel 1997, si registra come una curiosa anomalia nel panorama della console grigia di casa Sony, attestandosi come un cult dal numero di vendite tutt'altro che imponente.
Con una mappa in stile metroidvania, l'avventura del ragazzone dai capelli rosa si discosterà dai canoni del platform classico, stravolgendo la linearità a cui sarebbe stata naturalmente inscritta con un'innovativa e abbondante dose di strade ed eventi secondari e prestandosi ad un backtracking di significativo apporto per lo spessore del gameplay. Il gioco infatti consterà di ben 130 livelli che, per essere completati nella loro totalità, richiederanno l'audacia di un vero trophy hunter.
Nonostante l'alto livello della sfida offerta e della cosmesi che passerà alla storia come una tra le più vivaci e sgargianti, il primo capitolo non riuscì a diventare un titolo Platinum ― a motivo della probabile ingerenza che ebbe il fenomeno della pirateria, largamente diffuso in quegli anni ― e dopo una sua comunque valida seconda iterazione, la serie non vedrà più nuova luce, rimanendo però viva nel ricordo di tutti i possessori di una PlayStation che diedero la caccia ai 7 Maiali Cattivi.
【4】Legacy of Kain
Tormentata dalle vicissitudini legali tra i diversi studi di sviluppo che vi lavorarono, la serie di Legacy of Kain non può che essere ricordata come una delle punte di diamante della line-up della prima PlayStation, alla quale si fa spesso riferimento come a una versione dark di The Legend of Zelda.
Il titolo, passato ufficialmente nelle mani di Eidos nel 1998, riprenderà infatti il canone dell'action RPG nipponico, imbastendo su una base di esplorazione, combattimenti e enigmi ambientali un'esperienza di gioco davvero unica grazie al talento cristallino della direzione artistica. Le ambientazioni fosche e lugubri di un mondo inabissato nel male più torbido, il registro narrativo dal taglio dantesco ed il sonoro ai limiti del sublime ― tra musiche d'autore e un doppiaggio magistrale ― faranno della saga vampiresca un importante cimelio della storia del videogioco.
Conclusasi con l'epilogo di Defiance che, dopo il trionfo di ben 4 capitoli, coniugherà le gesta di Kain e Raziel in un unico percorso a tempi alterni, il titolo scomparirà nella timida speranza di un sequel che Square Enix (acquisita Eidos) annuncerà di voler affidare, semmai, a qualche studio indipendente, del quale, tuttavia, non si sono avete più informazioni.
【5】Silent Hill
Brand storico di Konami, la serie di Silent Hill è un'icona intramontabile del genere horror, oggigiorno venerata come un cult dal sapore d'incompiuto grazie e per colpa dello iato di P.T. ― la demo gratuita disponibile per PlayStation 4 che avrebbe dovuto aprire le porte ad un nuovo capitolo mai purtroppo arrivato.
Debuttando nel 1999 sulla prima console di casa Sony andrà a innervarsi in un genere videolodico già esplorato da altri noti franchise rivoluzionandone però la formula con un passaggio stilistico dal canone horror-splatter a quello dall'impronta psicologica. Raggiungerà il suo apice con il secondo capitolo, merito di un impianto narrativo a regola d'arte e un trionfo di atmosfere cupe e ansiogene ispirate a nomi quali David Lynch e Stephen King. Il fascino inquieto e orrorifico della saga ammanterà anche la sua terza iterazione, comunque anticonvenzionale negli stilemi, ma impostata ad una linearità inaspettata: avvisaglia dell'imminente declino.
Il titolo andrà infatti perdendosi tra le operazioni di rilancio a cui misero mano diversi team di sviluppo, abbandonando il carattere da horror-psicologico in favore di una maggiore enfasi sul combattimento ed enigmi più semplici da risolvere: aspetti che fecero tutto fuorché giovare alla serie, la quale, oramai, si sarebbe potuta salvare solo con il subentro di un Hideo Kojima, il quale, tuttavia, regalerà ai fan una promessa destinata a rimanere tale a causa della sua separazione dalla software house di Osaka.
Insomma, questa era una breve, brevissima lista di videogiochi che meriterebbero d'essere ripresi visto il loro impatto sull'industry e tra le fanbase.
💬 Ma ora tocca a voi!
Quali sono i titoli di cui sentite intimamente il bisogno di un sequel?








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