#FIXWARZONEita | La denuncia di Pow3r contro l'annoso problema del cheating

Si sta parlando parecchio, in questi giorni, del caso #FIXWARZONEita ― hashtag lanciato dal pro player e streamer Giorgio Calandrelli, in arte Pow3r

Tutto nasce da un’azione di ricatto organizzatissima ai danni dello streamer, dapprima accusato ingiustificatamente da un gruppo di “soliti noti” di fare uso di cheat su Call of Duty Warzone, per essere poi osteggiato tramite il meccanismo altrettanto meschino dello stream sniping.

Dopo aver dimostrato di non avvalersi di trucchi antisportivi con la diretta del 9 maggio ― impostando la webcam in modo da inquadrare l’intera postazione di gioco ― e visto il perdurare delle accuse a lui rivolte, Pow3r decide di passare alla controffensiva lanciando l’hashtag su Twitter. 


Lo scopo è quello di esercitare sufficiente pressione al punto da spingere Activision e Raven Software a prendere provvedimenti affinché non possano più verificarsi fatti incresciosi come questo. 

L’appello di Pow3r abbraccia un bisogno concreto di regolamentazione in termini di fair play a tutela dei videogiocatori. 

Il mondo del gaming è infatti scosso, nel profondo, da pulsioni infantili ed egoismi che si rafforzano nella trivialità delle community più esacerbate ― uno scenario che mostra le proprie incrinature con lampante pericolosità nel momento in cui, abbandonato al suo status di nuova realtà (di intrattenimento, di competizione), si trova sguarnito delle misure di sicurezza volte a disinnescare fenomeni di questo genere.

Il nostro sostegno va a Pow3r, nella speranza che questa iniziativa possa promuovere la ricerca di una soluzione per l'annoso problema del cheating e di ogni altro comportamento lesivo per l'esperienza ludica di tutti.


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